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Sicurezza IL COMPUTO DELLE SUPERFICI   SOGGETTE ALLA TASSA DI SMAL_   TIMENTO DEI RIFIUTI

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La tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) venne prevista dal Decreto Legislativo n. 507/1993 che ha subito nel tempo diverse modifiche.

I comuni quantificano la tassa in questione in base alla superfici residenziali e commerciali nelle quali possono essere generati rifiuti indipendentemente dal periodo di utilizzazione dei locali stessi ma con riduzioni diverse da Comune a Comune stabilite in genere in base al numero ed alla tipologia degli utenti, alla distanza dai punti di raccolta, alla dimostrazione di aver attivato in proprio un sistema di trattamento di residui vegetali, ecc.

La Tariffa di Igiene Ambientale o TIA è stata introdotta dal Decreto Ronchi nel 1997 e dovra’ progressivamente sostituire la TARSU come in alcuni Comuni gia’ avviene.

La differenza tra la Tariffa TIA e la tassa TARSU e’ che la prima ha come obiettivo l’addebito al contribuente commisurato all’effettivo consumo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Per quanto concettualmente le due imposizioni siano diverse esse hanno come base comune di quantificazione la superficie dell’unita’ immobiliare con le sue pertinenze dirette: rimane pertanto fondamentale possedere un accatastamento preciso della proprieta’ al fine di poterne estrarre non solo l’area effettiva ma anche le diverse tipologie di utilizzazione.

In generale la quantificazione delle superfici assoggettabili a tassazione segue alcune regole generali riconducibili al D.P.R. 138/98:

  1. per determinare la superficie catastale delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, i muri interni e quelli perimetrali esterni vengono computati per intero fino ad uno spessore massimo di 50 cm, mentre i muri in comunione vengono computati nella misura del 50% fino ad uno spessore massimo di 25 cm.
  2. La superficie dei locali principali e degli accessori aventi altezza utile inferiore a 1,50 metri non entra nel computo della superficie catastale.
  3. La superficie degli elementi di collegamento verticale (scale, rampe, ascensori, ecc.) interni alle unità immobiliari sono computati in misura pari alla loro proiezione orizzontale, indipendentemente dal numero di piani collegati.
  4. La superficie catastale viene arrotondata al metro quadrato.

Per quanto concerne le destinazioni d’uso vengono diversamente classificate:

  • le superfici principali riconducibili a camere, cucine, corridoi, bagni, wc, ripostigli, ecc.;
  • le superfici accessorie riconducibili agli accessori direttamente collegati alle superfici principali (cantine o soffitte comunicanti con la superficie principale anche tramite scale interne);
  • le superfici accessorie non direttamente accessibili dalle superfici principali (cantine o soffitte con accesso esterno) .

Altre classificazioni sono collegate all’uso diverso da quello abitativo degli spazi da quantificare:

  • negozi, magazzini;
  • uffici;
  • garage, box;
  • ecc.

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